Letteratura, Marzo 2022, Recensioni

OLIVIA DENARO DI VIOLA ARDONE

È il 1960, Oliva Denaro ha quindici anni, abita in un paesino della Sicilia e fin da piccola sa, glielo ripete ossessivamente...

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È il 1960, Oliva Denaro ha quindici anni, abita in un paesino della Sicilia e fin da piccola sa, glielo ripete ossessivamente la madre, che “la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia”. Oliva è favorevole a studiare e ad imparare parole difficili, a correre “a scattafiato”, a copiare di nascosto su un quaderno i volti delle stelle del cinema (anche se i film non può andare a vederli perché “fanno venire i grilli per la testa”), a cercare le lumache con il padre e a tirare pietre con la fionda a chi schernisce il suo amico Saro. È sfavorevole invece all’arrivo del “marchese” perché sa che da quel momento non potrà più essere libera, e dovrà difendersi dai maschi per arrivare intatta al matrimonio. Ma quando il tacito sistema di oppressione femminile in cui vive la costringe ad accettare un abuso, Oliva si ribella e oppone il proprio diritto di scelta, pagando il caro prezzo di quel no.

Viola Ardone nel suo romanzo ci racconta una realtà lontana soltanto 41anni da noi, infatti la legge n.544 è stata abrogata solamente nel 1981. L’articolo, conosciuto con il nome di “legge del matrimonio riparatore”, recitava: “Il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”. Praticamente permetteva a coloro che avevano abusato di una donna, di sposarla per “rimediare” all’accaduto. Letteralmente un: se vuoi una donna, prenditela con la forza, poi la sposi e passa tutto.

L’autrice grazie all’estremo realismo delle emozioni di Oliva ci permette di vivere in prima persona l’oppressione femminile e quello che le donne erano costrette a subire ogni giorno, portandole persino al non essere in grado di avere preferenze ed opinioni proprie, ma al vivere come ombra delle scelte della famiglia prima e del marito successivamente. Ed è per questo che i personaggi di Oliva e del padre Salvo sono indimenticabili, la prima per il coraggio di dire no e di ribellarsi ad una società che le ha girato le spalle, il secondo perché con il suo silenzio dà la possibilità ad Oliva di scegliere il suo destino.

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