Gennaio/Febbraio 2022, Sensibilizzazione, Storia

LA STORIA DI TERESIO OLIVELLI: UNA VITA DI GENEROSITÀ, ALTRUISMO E MISERICORDIA

Teresio Olivelli, alla cui memoria è dedicato il nome del nostro istituto, fu un grande uomo che mise in gioco e sacrificò...

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Teresio Olivelli, alla cui memoria è dedicato il nome del nostro istituto, fu un grande uomo che mise in gioco e sacrificò la propria vita per assistere il prossimo.

Nato a Bellagio, in provincia di Como, già in giovane età si contraddistingue per le sue opere di carità e di diffusione degli ideali della fede cattolica tramite l’associazione Azione Cattolica. Durante il periodo universitario si avvicina al movimento fascista, tentando di riformarlo secondo i valori evangelici e sostenendo la pari dignità degli uomini, a prescindere dalla razza. Tutti tentativi che ricevettero modesto interesse, ma infine risultarono vani. 

All’inizio della guerra Olivelli si trova a Roma presso l’Istituto Nazionale di studi e di ricerca, egli non vuole distaccarsi dallo sforzo bellico popolare, quindi rifiuta l’esonero dal servizio militare e nel 1940 intraprende la campagna di Russia stando a fianco degli altri soldati, che considera come fratelli, condividendo la loro sorte. 

L’invasione della Russia risulta in una disastrosa ritirata per le forze dell’Asse, a seguito della quale Olivelli torna in Italia, abbandonando la carriera militare e allontanandosi dal fascismo per intraprendere, a soli 26 anni, la carriera da rettore del prestigioso collegio Ghislieri.  

Il giorno seguente all’armistizio dell’8 Settembre 1943, Olivelli, essendosi rifiutato di collaborare con i nazisti, viene arrestato, ma riesce a fuggire e torna a Brescia, dove fonda il giornale clandestino “Il Ribelle”. 

Nell’Aprile del 1944 viene nuovamente arrestato e deportato, giungendo, infine, al campo di Hersbruck. Qui compie atti di grande carità verso gli altri prigionieri, organizzando preghiere di nascosto e difendendo, per quanto possibile, la dignità collettiva. I kapò notano immediatamente queste sue gesta e lo prendono di mira picchiandolo a sangue senza tregua.  

Nonostante le punizioni e il deterioramento della propria salute Teresio Olivelli continua nei suoi atti di carità, culminati con un gesto che gli costò la vita: con grande coraggio, si mise tra un prigioniero e il kapò che lo stava picchiando. Viene colpito con un violento calcio al ventre, in seguito al quale non si riprende più e muore il 17 gennaio 1945, a soli 29 anni.  

Nel 2018 la Chiesa cattolica beatifica Teresio Olivelli come martire in odium fidei. Secondo le parole del postulatore della causa monsignor Paolo Rizzi: “Il martirio di Olivelli non è un accadimento improvviso, ma è l’epilogo di un intenso cammino di fede e di un costante esercizio delle virtù cristiane …”. 

Inoltre riceve la Medaglia d’oro al valor militare per la sua generosità e per il suo coraggio in battaglia. Molte sono le strade, piazze, parchi e scuole che portano il suo nome, tra cui, la nostra.

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