Gennaio/Febbraio 2022, Progetti

LA GIORNATA DEI GIUSTI

La Giornata dei Giusti dell’umanità è dedicata a mantenere viva e rinnovare la memoria di coloro che, in ogni tempo e in...

La Giornata dei Giusti dell’umanità è dedicata a mantenere viva e rinnovare la memoria di coloro che, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane e si sono fatti valere in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità delle persone rifiutando di piegarsi alle dittature e alle discriminazioni.

Come lo scorso anno il 6 marzo si terrà la “Giornata dei Giusti” che quest’anno è rivolta alle classi 5^ dell’istituto. Lo scorso anno, dopo i discorsi degli addetti si è svolta la piantumazione di un ulivo da parte di un membro della Comunità Montana che è stato utilizzato per questa ricorrenza appendendogli dei biglietti con il nomi dei Giusti. Tra questi era presente anche Teresio Olivelli, a cui è dedicato il nome del nostro istituto.

In cosa consiste l’attività proposta quest’anno?
Ciascuna delle classi aderenti all’iniziativa dovrà scegliere un Giusto in ambito sportivo o sanitario. Ci sarà poi una presentazione in aula magna in cui verranno brevemente presentati i Giusti scelti dalle classi quinte in diretta streaming con tutta la scuola. Infine i nomi scelti verranno riportati su dei biglietti che saranno affissi ai rami dell’ulivo piantato lo scorso anno per la medesima ricorrenza.

Anche noi redattori del giornalino abbiamo scelto un personaggio che nella sua vita ha lottato per la giustizia: Irena Sendler.

Irena Sendler era un’infermiera e assistente sociale polacca nata a Varsavia nel 1910. Collaborò con la Resistenza nella Polonia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale. L’azione che l’ha resa una “Giusta” ha salvato migliaia di vite umane, infatti è nota per aver salvato circa 2500 bambini ebrei facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia. Ha soccorso gli ebrei oggetto di ogni tipo di discriminazione da parte dell’autorità nazista occupante. Nell’autunno del 1940, a Varsavia, venne recintato il ghetto e quasi 400.000 ebrei furono trasferiti al suo interno in condizioni igieniche precarie, aggravate dalla mancanza di cibo e medicine. Dopo l’uscita dal ghetto i bambini sono stati raccolti in centri di assistenza, dove impararono ad adattarsi al nuovo ambiente, e poi assegnati a famiglie, orfanotrofi o conventi. Il 20 ottobre del 1943, i nazisti arrestarono “Jolanta” ( il suo nome in codice) e la torturarono brutalmente per tre mesi senza riuscire a farla parlare; la condannarono a morte e la trasferirono nel terribile carcere di Pawiak. Zegota (l’organizzazione di aiuto agli ebrei di cui Irena faceva parte) riuscì, all’ultimo momento, a corrompere un generale nazista con una grossa somma di denaro per salvarla poco prima della fucilazione. Nel 2007 le è stato riconosciuto il premio Nobel per la pace, che non ha mai ritirato a causa della sua morte, avvenuta nel 2008 all’età di 98 anni.


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