Attualità, Maggio 2021

Cos’è il ddl contro la omofobia?

Il ddl contro l’omofobia che è poi stato ribattezzato anche “legge Zan” dal cognome del relatore e primo firmatario Alessandro Zan, deputato...

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Il ddl contro l’omofobia che è poi stato ribattezzato anche “legge Zan” dal cognome del relatore e primo firmatario Alessandro Zan, deputato del Pd, è ultimamente tornato al centro del dibattito, ma questa volta non solo politico. Ddl Zan è un testo composto da 10 articoli che qualora venga approvato istituirebbe il carcere per chi commette atti di discriminazione fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Inoltre prevede anche l’istituzione di una giornata nazionale contro l’omofobia e lo stanziamento di 4 milioni di euro, che andranno destinati alle strutture che operano in questo ambito. Il lungo iter della legge Zan è iniziato nel 2018. Il testo che ha ottenuto l’approvazione della Camera dei deputati il 20 novembre 2020, è stato bloccato dal Senato, perché la Lega con le altre forze del centrodestra, Forza Italia e Fratelli d’Italia e con il supporto di vari esponenti della religione Cattolica hanno definito il provvedimento NON PRIORITARIO. Questi ultimi reputano che esso costituisca “un reato di opinione” nei confronti di coloro che sono contrari ai matrimoni e alle adozioni gay o al cambio di sesso. Tuttavia il ddl Zan punisce le discriminazioni e i comportamenti violenti subiti dagli omosessuali, transessuali, donne e portatori di malattie, e il suo obbiettivo è solo quello di tutelare coloro che sono più soggetti ad episodi di violenza.

Ma finalmente a sei mesi dalla sua approvazione dopo continui rinvii, voluti dal presidente della commissione Andrea Ostellari (LEGA), il disegno di legge è stato finalmente calendarizzato dalla commissione Giustizia al Senato, quindi ora il ddl Zan potrà essere discusso anche nel secondo ramo del Parlamento, per l’approvazione definitiva e la sua conversione in legge. Ma più precisamente cosa rischiano coloro che non rispettano la legge Zan (sempre se la legge Zan venisse approvata)?

-la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6.000 euro per chi commette atti di discriminazione fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità”.

– il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi.

-la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi.

Il condannato però può ottenere la sospensione condizionale della pena se presta un lavoro in favore delle associazioni di tutela delle vittime dei reati.

Ultimamente allo scopo di promuovere il ddl Zan in tutta Italia sono sorte numerose manifestazioni ed eventi presenziati da personaggi influenti che si sono dichiarati a favore dell’approvazione, esponendosi sui social con una loro foto e scritto sulla mano “DDL ZAN”. Quello che ha fatto più scalpore tra tutti è l’intervento da parte del rapper Fedez (dall’inizio grande sostenitore del ddl) sul palco del concertone del primo maggio, andato in onda sulla rete Rai3, che facendo nomi e cognomi di grandi figure politiche e accusandole di omofobia, ha provocato parecchie polemiche ma ha anche ispirato molti cittadini che si sono ritrovati concordi con il suo discorso, un esempio è l’ex capo di governo Giuseppe Conte.

ALLA RICERCA DELLA PACE

Giulia Alberti in Attualità, Marzo 2022, Storia
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