Cronaca, Marzo 2021

Crisi di Governo: cos’è?

Tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta durante il corso della nostra vita di questo fenomeno, anche e soprattutto in tempi...

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Tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta durante il corso della nostra vita di questo fenomeno, anche e soprattutto in tempi recenti, ma vi siete mai chiesti cosa sia effettivamente? Innanzitutto premetto che farò riferimento a quello che è il caso più attuale, ovvero la crisi del governo giallo-rosso e, detto ciò, possiamo partire. Per cominciare, mi sembra opportuno inquadrare un po’ la situazione antecedente al periodo in cui ci troviamo ora.
Ebbe tutto iniziò in seguito alle elezioni politiche di domenica 4 marzo del 2018,giorno in cui venimmo chiamati alle urne per rinnovare i due rami del parlamento, ovvero il senato della repubblica e la camera dei deputati; a uscire vincitore da quelle elezioni fu il Movimento 5 stelle, guidato da un allora31 enne Luigi Di Maio, che ottenne il32% dei voti, seguito dal Partito Democratico (18,7%), Lega (17,4%),Forza Italia (14,03%) e Fratelli d’Italia(4,35%).
Come penso voi tutti sappiate, per governare è necessario avere una maggioranza in parlamento, ovvero essere sicuri che gli atti legislativi emessi dal governo vengano approvati, e quindi trasformati in legge, dal parlamento (per approvare una legge è necessaria la maggioranza semplice, ovvero il 50%+1dei votanti). Per poter governare, quindi, bisogna avere almeno la maggioranza semplice, ma come ben sappiamo, in Italia è pressoché impossibile che un singolo partito possa superare la quota del 50% dei voti, quindi per poter governare è necessario creare delle coalizioni, come accaduto in questo caso, dove il M5s ha stretto un accordo con la Lega e ha quindi permesso la creazione di un nuovo esecutivo, che aveva come primo ministro, ovvero presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte.
questa di tipo extraparlamentare, originata da problemi creatisi al di fuori delle aule del parlamento. Quando si origina una crisi di governo, il Presidente della Repubblica ha due opzioni:
-Sciogliere le camere e indire nuove elezioni
-Incaricare un soggetto di creare una nuova maggioranza all’interno del parlamento
Mattarella, conscio del fatto che era troppo presto per indire nuove elezioni, decise dunque di percorrere la seconda strada, affidando al presidente Conte il compito dì creare una nuova maggioranza parlamentare. In seguito a un periodo di consultazioni con gli altri capogruppo dei partiti presenti in parlamento, riuscì a trovare un accordo con il partito democratico di Nicola Zingaretti, accordo al quale si aggiunse poi un altro partito, ovvero Italia Viva, partito originato dalla scissione di alcuni membri del Pd da quest’ultimo; il partito guidato da Renzi, per quanto sia abbastanza irrisorio in quanto a numeri in parlamento, si è trovato a essere l’ago della bilancia, tanto che l’ultimo governo, ovvero quello che era in origine frutto dell’alleanza tra 5 stelle e Pd, è crollato a causa della decisione di ritirare i ministri di Matteo Renzi, decisione che è stata presa perché l’ex sindaco di Firenze non riteneva Conte la persona adatta a poter gestire la faraonica cifra di 209 miliardi di euro provenienti dal MES, ovvero il meccanismo di aiuti attuato dall’unione europea in seguito alla pandemia legata al coronavirus.
A questo punto, una volta crollato il governo, Mattarella si è trovato dinanzi allo stesso bivio di prima: indire nuove elezioni, oppure creare una nuova maggioranza? Anche in questo caso la strada presa fu la seconda, e i motivi di questa sua decisione gli ha elencati durante un discorso rivolto ai cittadini; l’incarico venne quindi affidato a una delle persone probabilmente più influenti a livello mondiale, oltre che ex direttore della Banca centrale europea, direttore del Tesoro e della Banca d’Italia, ovvero Mario Draghi, attuale Presidente del Consiglio dei Ministri. Il nostro paese è nelle mani sue e dei suoi ministri; il nostro futuro dipende in gran parte dalle decisioni che prenderà, quindi non ci resta che sperare che le prenda con saggezza e pensando all’avvenire.

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